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Dal 24 agosto.

 

Il 24 agosto 2016, che lo si voglia ammettere o meno, è il giorno in cui è cominciato tutto questo.
In piena notte vengo svegliato dal mio letto che mi prende a schiaffi sulla faccia e dai miei genitori che urlano spaventati. Nel frattempo dagli scaffali, dai muri e dagli armadi spalancati dalla violenza della scossa, viene giù qualsiasi cosa. Libri, DVD, dischi, quadri e fotografie.
Usciamo e ci raduniamo spontaneamente col resto della popolazione che abita nella nostra zona, fuori Porta Romana. In breve si raccoglie una folla degna del miglior ferragosto nursino. Intorno a me c’è un mondo di facce sconvolte, persone che si rassicurano a vicenda e che si organizzano già per passare la notte fuori.

Io torno tra le mura, rientro in casa mi vesto e vado a fare gasolio, visto che ci si prospetta una notte in macchina. Al distributore c’è fila, ovviamente non sono l’unico ad aver avuto questa idea, intorno a me i racconti dell’esperienza vissuta si accavallano e il denominatore comune è uno solo: LA VIOLENZA ASSOLUTA DELLA SCOSSA.

Tornando indietro in macchina ne arriverà un’altra, un’altra ancora mi sorprenderà in mezzo al corso di Norcia. La prima mi fa mancare l’asfalto sotto le ruote, durante la seconda invece, i palazzi di Corso Sertorio sembrano volersi chiudere sopra la mia testa.Nel pomeriggio pianto le tende sul mio terreno poco fuori Norcia. Provo terrore, panico, rabbia e voglia di fuggire.

E’ passato da poco il ponte dei morti e in un pomeriggio assolato di novembre, mi trovo con mio padre ad organizzarmi la sistemazione per l’inverno, una fantastica roulotte anni 80. La voglia di andarmene è sparita, voglio rimanere a casa mia, o meglio, voglio poter andare e tornare come e quando voglio.Andando a ritroso da questo momento fino al 24 agosto ripenso a tutto ciò che è successo e devo accettare che le nostre vite almeno per un po’, non potranno tornare normali.

Nel frattempo mi sono organizzato, non sono più solo in tutto questo caos e sto cercando di spendere il mio tempo in modo utile. In meno di un mese sono insieme ad altri, sono dentro qualcosa che vale più della somma delle singole parti. Un luogo ed un’ idea in cui e per la quale, ognuno fa il possibile secondo le proprie capacità e possibilità.

LOU SOCCIO

 

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dicembre 5, 2016